© oro di sciacca

Il corallo di Sciacca è un gioiello unico che trae la sua straordinaria bellezza da una storia sedimentata nelle profondità del Mar Mediterraneo. Dall’emersione di un'isola vulcanica chiamata Ferdinandea, questo tesoro marino prende vita grazie ai frequenti terremoti e alle eruzioni che, secoli fa, strapparono frammenti di corallo dalla roccia vulcanica.
Questi frammenti si deposero sul fondale marino, creando tre ricchi giacimenti di corallo: Terraneo, Banco di Mezzo e Foraneo, scoperti poi nel 1875.
Il Corallo di Sciacca, appartenente alla varietà corallium rubrum, si distingue per la sua ecosostenibilità, essendo prevalentemente sub-fossile, testimone di un ciclo naturale concluso. La sua tavolozza cromatica, unica nel suo genere, si estende dalle tonalità più delicate di rosa salmone alle sfumature intense di arancio, occasionalmente intervallate da maculature gialle che sfumano nel bruno o addirittura nel nero.

Ferdinandea, conosciuta anche come Isolotto di Graham, è un'isola vulcanica immersa nel misterioso abbraccio del Mar Mediterraneo, a sud della splendida Sicilia. La sua storia inizia nel lontano 1831, quando, durante un'appassionata eruzione vulcanica, sorse dalle profondità marine, regalando al mondo uno spettacolo di forza e bellezza.
Il nome romantico "Ferdinandea" fu scelto in onore del re Ferdinando II delle Due Sicilie, un tributo a questa creazione vulcanica così affascinante. Tuttavia, come in ogni storia d'amore, il destino dell'isola prevedeva alti e bassi. Dopo essersi mostrata al mondo con tutto il suo splendore, l'isola si nascose di nuovo sotto le onde, lasciando dietro di sé solo il ricordo di un amore fugace.
Nonostante la sua attuale residenza sottomarina, Ferdinandea continua a ispirare la curiosità e l'ammirazione di geologi e sognatori. Questa affascinante isola vulcanica, anche se nascosta agli occhi, conserva il suo mistero e la sua magia, come un antico amore che vive nel cuore del mare.
Aneddoti dell’epoca ci raccontano infatti che nel maggio del 1875 tre pescatori, Alberto Maniscalco, Giuseppe Muschilda e Alberto detto “Occhi di Lampa”, nel ritirare la rete a strascico sulla loro barca a vela, vi trovarono impigliati diversi rami di corallo.
Non appena la notizia della scoperta di questo banco di corallo è trapelata arrivarono numerose barche, principalmente di Torre de Greco, e, vennero raccolti i primi 1500 quintali alla fine del 1875. Tre anni dopo nella stessa zona venne scoperto un secondo banco e nel 1880, un terzo di ben 120 ettari da cui vennero estratti quasi 5.000 tonnellate di corallo.
La “pesca” durò fino alla fine del secolo quando i banchi di corallo si esaurirono. Si calcola che furono estratti dal mare oltre 20 milioni di kg di corallo e fu esportato in tutto il mondo.
La scoperta dei banchi di corallo favorì a Sciacca l’evoluzione di tante piccole imprese artigiane, che lo lavoravano per farne pallini, bottoni, spole, cannette ma anche ciondoli, orecchini, bracciali e collane non di rado in combinazione con altri materiali preziosi come ad esempio oro e argento.
Celebri divennero le classiche collane "Ulere" formate da trentatré sfere di corallo (quanti gli anni di Cristo), finemente sfaccettate e di dimensioni degradanti.

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